Sign In

Blog

Latest News
Patrizia Petrone, i figli dopo lo sconto di pena: «Chi ha ucciso nostra madre processato soltanto per lesioni»

Patrizia Petrone, i figli dopo lo sconto di pena: «Chi ha ucciso nostra madre processato soltanto per lesioni»

[ad_1]

Mezzogiorno, 16 luglio 2022 – 16:22

Il dolore dei figli di Patrizia Petrone dopo lo sconto di pena al ragazzo che nel 2021 durante una rapina provoc il coma e poi la morte della donna

di Vincenzo Esposito

Incontriamo Giuseppina e Gennaro Russo nella pizzeria della mamma, Gianni e Genny a pochi passi da piazza Mazzini a Napoli. Qualche metro pi in l, in via Salvator Rosa, il 17 luglio del 2021 la donna, Patrizia Petrone, che era in sella allo scooter della nipote, venne aggredita da due rapinatori che la gettarono a terra facendole battere violentemente la testa. Sette mesi di coma, poi la morte avvenuta nel febbraio di quest’anno. I due ragazzi, un minorenne e un diciannovenne, furono individuati e arrestati. L’altro giorno al maggiorenne la pena stata ridotta da 7 anni a 6 anni e due mesi, con braccialetto elettronico e domiciliari e affidamento a un’associazione presso la quale svolger anche attivit di volontariato. I giudici della Corte di Appello, su istanza del suo avvocato, Carla Maruzzelli, hanno concesso al giovane la possibilit di redenzione assistendo le persone con disagio economico che non hanno un tetto.


Una vicenda che vi amareggia.
Fin dal primo momento – spiegano Giuseppina e Gennaro Russo – abbiamo detto che chiediamo soltanto giustizia. Nostra madre non c’ pi, una morte assurda. Lei era sempre sorridente e apprensiva, c gentile con tutti. morta perch trascinata a terra da due malviventi che ora potremo vedere liberi di passeggiare per strada. Noi paghiamo con il nostro dolore, loro a quanto pare i loro reati no.

Vi siete chiesti il perch?
Ci siamo sentiti rispondere che la legge. Il ventenne che ha ottenuto lo sconto di pena, Luigi Frenna, stato condannato dalla Corte di Appello di Napoli a 6 anni e due mesi soltanto per il reato di rapina e lesioni gravissime. Reato per il quale stata concessa la pena alternativa dal carcere agli arresti domiciliari. Questo perch quando iniziato il processo nostra madre non era ancora morta, ma era in coma. una assurdit. Concessa la pena alternativa per lesioni quando la persona che hanno rapinato morta sei mesi fa. Come facciamo ad essere sereni. Il dolore enorme, qui paghiamo solo noi, i morti.

E il minorenne?
Condannato con il rito abbreviato a sei anni di reclusione perch il reato di omicidio ha ovviamente assorbito quello di lesioni. Ecco, due modi diversi di interpretare la giustizia. E noi ci chiediamo: come possibile?.

Ora che farete?
Non possiamo fare nulla, soltanto sperare che arrivi presto da parte della Procura della Repubblica di Napoli la contestazione del reato di omicidio. Devono decidere i sostituti procuratori Rametta e Amato. Cos ci hanno detto. Altrimenti chi ha ucciso nostra madre continuer a “redimersi” stando fuori dal carcere e dormendo a abitazione sua.

La gente del quartiere vi vicina.
Si abbiamo avuto anche in queste ore attestati di stima e di vicinanza. Il problema che questi esempi non fanno bene alla legalit. La gente esterrefatta. “Ma questa giustizia?”, ci chiedono. E noi non sappiamo cosa rispondere. Il dolore immenso e la foto di nostra madre che l e ci sorride sembra volerci rassicurare. Ma noi saremo sereni soltanto quando ci sar giustizia e quando nei quartieri popolari tra centinaia di ragazzi a rischio non ci sar pi la sensazione sempre di poterla fare franca quando si commettono atti criminali. Perch il messaggio che questa riduzione di pena d a tutti questo: rapinate pure, tanto in carcere non ci andrete.

La Newsletter del Corriere del Mezzogiorno

Se vuoi restare aggiornato sulle notizie della Campania iscriviti gratis alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno. Arriva tutti i giorni direttamente nella tua casella di posta alle 12. Basta cliccare qui.

16 luglio 2022 | 16:22

© RIPRODUZIONE RISERVATA




[ad_2]

LEGGI TUTTO

, 2022-07-16 18:06:44 ,
corrieredelmezzogiorno.corriere.it

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *